Iter di adozione


Cos'è|  Iter di adozione  | Incontri informativi | Incontri formativi | Legislazione | post adozione | contatti specifici


1. Attività Informativa:

Gli incontri informativi sono obbligatori e gratuiti; la partecipazione è aperta a tutte le coppie adottive che ne facciano richiesta, anche a coloro ancora in attesa di decreto di idoneità.

2. Conferimento di incarico:

Le coppie che dopo avere partecipato ad un incontro informativo confermano il proprio interesse a conferire il mandato di adozione vengono incontrate per un colloquio di conoscenza e di approfondimento organizzato presso le sedi dell’ente.

Subito dopo si procede alla sottoscrizione del conferimento di incarico, che regolamenta le relazioni fra coppia ed associazione, ne evidenzia i passaggi procedurali ed economici, le tempistiche dell’iter procedurale, gli obblighi a carico dell’ente e della coppia in merito alle relazioni post-adozione. 

3. Preparazione dei documenti:

L’ente fornisce alla coppia l’elenco completo dei documenti richiesti dall’Etiopia, la informa circa le modalità di preparazione degli stessi (traduzione, legalizzazione e apposizione visti consolari), consegna dei fac-simile ed una dettagliata guida procedurale.

4. Proposta di abbinamento e sentenza di adozione:

L'attesa, che prelude l'inizio della nuova vita da genitori, non ha una durata prestabilita. Durante tutto il percorso, il personale del Centro Aiuti per l'Etiopia segue la coppia, anche con incontri periodici, supportati da professionisti esperti in materia di adozioni internazionali. Dopo che la coppia ha accettato la proposta di abbinamento, in Etiopia il Procuratore dell’Ente consegna l’intera documentazione relativa alla coppia e al minore al Tribunale Federale di I^ istanza di Addis Abeba per ottenere la data della sentenza.  La legge etiope richiede infatti l’audizione dei futuri genitori adottivi. La permanenza dei coniugi, di circa 8 giorni, ad Addis Abeba per conoscere il proprio bambino e presentarsi in Tribunale, è gestita direttamente dall’ente, che ne cura tutti gli aspetti logistici e fornisce supporto legale e di interpretariato.

Ottenuta la sentenza, il referente dell’Ente in Etiopia svolge altri adempimenti amministrativi, provvedere alle traduzioni e richiede l’emissione del passaporto del bambino.  Terminate le procedure presso gli uffici etiopi, la documentazione deve essere consegnata all’Ambasciata Italiana ad Addis Abeba per la legalizzazione e una volta restituita viene inviata alla sede di Verbania, che richiede alla CAI l’autorizzazione all’ingresso e alla residenza del minore in Italia. 

5. Permanenza in Etiopia 

Una volta ottenuta dalla CAI l’autorizzazione all’ingresso per il minore, l’ente concorda con i coniugi la data di partenza per l’Etiopia. La permanenza sarà di circa 8 giorni. L’ente organizza la permanenza dei coniugi ad Areka mettendo a loro disposizione la struttura recettiva esistente presso il Centro San Giovanni Paolo II e il sostegno logistico dei propri collaboratori in loco. Durante il soggiorno, i coniugi sono seguiti dai collaboratori locali dell’ente, che li affiancano nell’incontro con il minore, li supportano per ogni necessità e li accompagnano presso l’Ambasciata Italiana ad Addis Abeba per lo svolgimento delle pratiche conclusive per il ritorno in Italia.

6. Rientro in Italia

Al rientro in Italia della coppia con il minore, l’ente fornisce informazioni sulle procedure burocratiche da adempiere (trascrizione della sentenza etiope, iscrizione all’anagrafe e al servizio sanitario, richiesta del codice fiscale) e trasmette la documentazione necessaria alla richiesta del congedo di maternità.

7. Post adozione

L’Etiopia richiede documentazione informativa e fotografie del minore, dal terzo mese del suo ingresso in Italia fino al raggiungimento della maggiore età. L’ente supporta la famiglia adottiva nella preparazione della documentazione e si occupa della consegna della stessa alle autorità etiopi competenti. 


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